Andrea Riccardi per l'82° Congresso Internazionale de "La Dante"




La promozione della lingua e della cultura italiana nel mondo, raccontata all'82° Congresso Internazionale de "La Dante", tenutosi dal 25 al 27 settembre 2015.Andrea Riccardi è stato eletto Presidente della Società Dante Alighieri, fondata nel 1889 da un gruppo di intellettuali guidati da Giosue Carducci, il 22 marzo 2015.


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[Ferruccio De Bortoli]: "La Dante Alighieri può essere, deve essere, la capofila di un grande impegno per promuovere la lingua italiana e la cultura italiana nel mondo. Credo che con la presidenza di Andrea Riccardi potrà battere una nuova strada. L'importante è che non sia lasciata sola. L'importante è che si faccia sistema: si faccia sistema con i ministeri, si faccia sistema con le istituzioni, anche culturali, che stanno all'estero e soprattutto deve crederci la società civile italiana, deve pensare alla Dante Alighieri non come un residuo del passato, ma come uno strumento di promozione moderna, una leva importante nella competitività del paese. La lingua è la nostra veste, quello che noi siamo, quello che vogliamo che gli altri possono capire della nostra civiltà."
[Cristina Foti]: "Noi istruiamo e proponiamo corsi di lingua e certificazioni di lingua italiana agli alti ufficiali dell'esercito libanese, il quale esercito collabora con UNIFIL e quindi con le Forze Armate Italiane. Così facendo, l'italiano che questi militari libanesi imparano e che certificano con noi, diventa un modo per collaborare, cooperare con l'Italia, un modo per mantenere la pace, quindi l'italiano diventa lingua della pace e la Dante Alighieri si fa attore, operatore e propositore di questo strumento di pace, e noi di questo siamo molto orgogliosi perché missione più bella di questa, secondo me, non credo ce ne possa essere."
[Andrea Riccardi]: "Noi siamo convinti che non si può insegnare l'italiano come solo un affare, ma va fatto con un robusto legame con la cultura, con un'opera di divulgazione, perché «divulgare», etimologicamente, vuol dire «rendere un fatto, popolare»."
[Sergio Mattarella]: "Il desiderio d'Italia, lo stile di vita italiano è collocato nella parte più alta della classifica dei desideri mondiali. Lo verifico personalmente, ogni volta che incontro, in Italia o all'estero, autorità di altri paesi. La nostra complessa vicenda storica ci ricorda, anche in tempi di difficoltà e di sofferenza, che il genio italico ha saputo crescere e ha saputo fermarsi..."
[Mario Giro]: "La Dante Alighieri è uno dei protagonisti della nostra proiezione verso l'esterno, soprattutto di quella linguistica e culturale. Se esiste, come esiste, un piano made in Italy per l'internazionalizzazione delle imprese, deve esistere un grande piano simile per la cultura. Tutti ce la invidiano, e noi dobbiamo esserne fieri. Come La Dante ha una rete nel mondo, così anche tutte le altre reti devono essere interconnesse, perché l'Italia sia presente nel grande mercato globale delle lingue e delle culture, visto il patrimonio che ha." "Alimentiamo la presenza dell'Italia nel pianeta"
[Virginia Roghi]: "Noi dei gruppi giovanili ci siamo potuti ritrovare nel mettere in pratica quello di cui si è parlato durante tutto questo congresso, il motivo per cui siamo qui in relazione all'Expo. Abbiamo avuto l'opportunità di proiettarci e vedere come quello di cui si è parlato è possibile, anche solo in una simulazione, metterlo in pratica nelle tante organizzazioni con cui abbiamo lavorato oggi, con tutti i ragazzi. Una cosa che è emersa con forza durante questo congresso è che non bisogna piangere il passato, perché è vero che non ci sono le risorse, però non si pensa a quanto La Dante sia una risorsa. Qualche tempo fa, ho incontrato una ragazza venezuelana, in Italia, e lei, senza sapere che io facessi parte de La Dante, mi ha detto: «sai, io in Italia non avevo punti di riferimento, però c'è stata una cosa che mi ha permesso di entrare nella cultura ed è stata La Dante, con il progetto Brida», perché ha avuto la possibilità, in sei mesi, di imparare l'italiano e, non lo so, a me mi ha sconvolto, perché parlava perfettamente italiano. Se questo non è una risorsa..."